CASSY...donne's profileDEDICATO A TUTTE LE DONN...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 02

    in ricordo di ALDA MERINI

     
    DAL BLOG DI Io e Ro
    (Grazie per averla ricordata)
     
    Sono una piccola ape furibonda.
    Mi piace cambiare colore.
    Mi piace cambiare di misura.
     
     
    La poetessa dalla doppia anima
    La poetessa degli esclusi
    e' mancata.
     
    Immensa!
     
     
     
    La mia poesia è alacre come il fuoco
    trascorre tra le mie dita come un rosario
    Non prego perché sono un poeta della sventura
    che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
    sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
    sono il poeta che canta e non trova parole,
    sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
    sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
    sono la vanagloria che si lascia cadere,
    il manto di metallo di una lunga preghiera
    del passato cordoglio che non vede la luce.
    aldamerini1
     
    Sono nata il ventuno a primavera
        ma non sapevo che nascere folle,
        aprire le zolle
        potesse scatenar tempesta.
    Così Proserpina lieve
        Vede piovere sulle erbe,
    sui grossi frumenti gentili
    e piange sempre la sera.
    Forse è la sua preghiera.



    Alda Merini
    Da “Vuoto d’amore”
    Einaudi, Torino, 1991

    September 02

    un saluto a Teresa Strada

    CIAO TERESA

    Emergency, morta Teresa Strada

    Moglie di Gino, era presidente dell'ong

    E' morta a Milano Teresa Sarti Strada, presidente di Emergency.

    La donna, malata da due anni, aveva 63 anni ed insieme col marito, Gino, aveva fondato 15 anni fa l'organizzazione che nel mondo si occupa delle vittime di guerra. 

    ansa

     

    E' stata perfetta nel ruolo di presidente alla guida di Emergency,

    ispirata e concreta al tempo stesso.

    Mancherà tantissimo a tutti quelli che hanno avuto la fortuna

    di camminare con lei lungo le strade della vita".

    Teresa mancherà, tra i tanti,
    a tutti coloro che credono e si battono
    perché pace e solidarietà
    non siano soltanto due belle parole".
    Una donna "determinata, coraggiosa, generosa,
    arrabbiata contro la violenza, le ingiustizie, le povertà.
    "Una rabbia animata di amore":
    così don Luigi Ciotti ricorda Teresa Sarti Strada.
    June 22

    In memoria di Neda

    Teheran in rivolta.
     "In memoria di Neda (1982-2009)"
     
    Le immagini della morte di Neda Agha Soltan hanno fatto il giro del mondo attraverso YouTube.
    I jeans, le scarpe da ginnastica, la maglietta nera, il sangue che le imbratta il viso,
    le urla di chi le tiene la testa mentre lei muore.
    Neda, la ragazza uccisa da un miliziano mentre manifestava insieme al padre nelle vie di Teheran è diventata il simbolo della rivolta dell'opposizione iraniana.
    Qui il sito web dedicato a Neda dove è possibile lasciare un messaggio: http://nedasvoice.com/
    22 Giugno 2009 -- Sul web, fra blog, siti, social network
    si accumulano in queste ore i messaggi in cui si fa il suo nome.
     Quasi tutti accomunati da una certezza:
     "Non sei morta invano".
     Secondo un messaggio postato su Twitter,
    la strada di Teheran in cui la ragazza è stata uccisa,
     Karengh Street, sarebbe stata ribattezzata "Neda Steet".
     
    Neda era su Facebook ('Neda Saleh'):
    Camicia nera, viso scoperto,
    sul capo un velo a quadri marroni, bianchi e rossi,
    e i suoi amici che erano in piazza con lei, Bahar, Yanosh, Soraya, Bahman.
     
    E sotto a quella foto, pubblicata da vari blogger, si moltiplicano i messaggi.
     
    "Neda è morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi che viviamo con gli occhi chiusi";
    "Neda non ti dimenticheremo, non sarai morta invano";
     "Neda riposa in pace, il mondo piange nel vedere il tuo ultimo respiro,
    ti ricordiamo, non sei morta invano";
    "Pietà per questa ragazza innocente, sarà un simbolo per noi".

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    April 12

    Un'altra attivista uccisa e la revisione non si farà

    Kandahar, uccisa parlamentare
    Era attivista per i diritti delle donne
     
    Una donna impegnata nella difesa dei diritti umani
     è stata uccisa a colpi d'arma da fuoco a Kandahar, in Afghanistan.
    Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Ahmid Karzai.
     Sitara Achkzai,
    eletta nel Consiglio provinciale nella città roccaforte dei talebani, 
    è stata uccisa da sconosciuti,
    mentre dal suo ufficio stava tornando a casa.
    Si tratta dell'ennesimo omicidio di una donna
     che militava per i diritti femminili nel Paese.
    Negli ultimi giorni è tornata a infuriare in Afghanistan
    la polemica sui diritti delle donne dopo l'approvazione
     da parte del parlamento nazionale di una legge,
     fortemente voluta dagli ambienti religiosi,
    in cui si stabilisce la subordinazione della moglie al marito
    e in pratica se ne autorizza lo stupro.

    Karzai, su pressione degli occidentali,
    ha promesso di rivedere il testo
    ma sabato un eminente esponente religioso 
    è tornato sull'argomento affermando che ogni ripensamento
    sarebbe inaccettabile oltre che anticostituzionale.
    April 05

    LA LEGGE VIENE RIVISTA....INTANTO E NEL FRATTEMPO DA ALTRE PARTI

    LEGGE STUPRO, KARZAI DISPOSTO ALLA REVISIONE
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    HAMID KARZAI HA PROMESSO UNA REVISIONE DELLA LEGGE
     CHE DI FATTO HA LEGALIZZATO TRA LA MINORANZA SCIITA
    LA VIOLENZA SESSUALE SULLE MOGLI.
    IL TESTO, HA DETTO IL PRESIDENTE AFGHANO,
    SARA' ESAMINATO "CON MOLTA ATTENZIONE"
    DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
    E SE SARA' ACCERTATO CHE VIOLA LA LEGGE (????????)
    "VERRANNO PRESE DELLE MISURE
    E DOPO IL PROVVEDIMENTO
    SARA' RINVIATO IN PARLAMENTO"

    La legge è stata aspramente criticata dalla comunità internazionale.
    Tra i più severi il presidente americano Barack Obama
    che aveva espressamente chiesto a Karzai di ritirarla.

    INTANTO.....
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    RAGAZZA FRUSTATA IN PIAZZA

    Una ragazza di 17 anni è stata frustata e picchiata in pubblico
     nel nord ovest del Pakistan da alcuni talebani
    perché ritenuta implicata in una relazione extraconiugale.
    Il video, ripreso da un telefonino e pubblicato su Internet,
    sta facendo il giro delle televisioni pachistane e indiane.
    Le urla della giovane vengono smorzate dall'incitamento della folla.
    Sposata, la ragazza ha ricevuto 34 frustate per essere uscita
    con un uomo che non era suo marito.
    La punizione è stata decisa dai capi talebani della valle dello Swat,
    nel nord ovest del Paese, dove vive la ragazza
    e dove da meno di un mese è in vigore la sharia, la legge islamica.
     Dopo essere stata frustata in pubblico,
     la donna è stata portata all'interno di un edificio.


     La Corte suprema del Pakistan aprirà un'inchiesta dopo il video-shock
     Il presidente della Corte ha avocato a sé l'inchiesta
    e ha deciso la formazione di un collegio di otto membri
    che esaminerà la vicenda a partire dal 6 aprile.
    Secondo fonti talebane il video risalirebbe a mesi fa, prima che il governo
     cedesse a loro l'amministrazione dello Swat.
    (prima dopo cosa cambia????)

    NEL FRATTEMPO:

    Aumentano le violenze contro le donne in Pakistan,
    primi colpevoli i familiari.
    SEPOLTE VIVE
    SFREGIATE
    AMMAZZATE
     (per lo più delitti d'onore),
    STUPRATE,
    RAPITE
    e persino MANDATE AL ROGO
    perchè considerate “poco islamiche” o infedeli.

    Sono questi i casi più ricorrenti di violenza
    contro le donne in Pakistan,
    casi che sono aumentati in maniera impressionante
    e che, soprattutto, rimangono sempre più spesso impuniti
    .
    Nel 70 % dei casi, i colpevoli sono familiari.
    La polizia non interviene quasi mai.
    .

    È il contenuto del Rapporto annuale sulle violenze contro le donne
     compilato dalla Commissione nazionale per lo sviluppo dei diritti umani

    un esempio: e viveva da noi...Image hosting by Italian Host

    April 01

    STUPRO AUTORIZZATO

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    STUPRO AUTORIZZATO
    "EMANCIPAZIONE AFGHANA":
     VIOLENTARE LA MOGLIE ORA è LEGALE


    Una legge autorizza lo stupro in famiglia
    e obbliga le donne ad avere rapporti sessuali col marito
    Polemiche per nuova legge afghana


    Il governo afghano ha votato una legge,
    fortemente discriminante nei confronti delle donne.
    Verrebbe infatti legalizzato lo stupro del marito
    nei confronti della moglie oltre a una serie di divieti
     che bloccano qualsiasi tentativo di emancipazione femminile.

    La mossa rappresenta, secondo alcuni parlamentari contrari,
    il tentativo del presidente Hamid Karzai
    di incassare il sostengo elettorale dei fondamentalisti islamici.


    Malgrado l'intervento armato in Afghanistan
    per spodestare il regime talebano
    e l'impegno delle forze alleate,
    con l'Italia incaricata della ricostruzione
    del sistema giuridico del paese,
    la legge obbligherà le donne a
    "concedersi"
    al marito senza opporre resistenza.

    "E' una delle peggiori leggi mai votate
    dal parlamento in tutto il secolo"
    ha tuonato Shinkai Karokhail,
    deputata afgana

     impegnata a battersi contro la legge:
    "E' totalmente sfavorevole alle donne
    e renderà loro ancora più vulnerabili".

    Oltre a legalizzare lo stupro domestico,
    le nuove norme vietano alle donne di uscire di casa,
    di cercare lavoro
    o anche di andare dal dottore
    senza il permesso del consorte
    e affida la custodia dei figli
    esclusivamente ai padri e ai nonni.

    Rispetto al precedente regime talebano,
    poco o nulla è cambiato o cambierà per le donne afgane.


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    March 28

    La carta mondiale delle donne

    Ora lo posto qui nel blog e poi troverò lo spazio per inserirlo nello space in modo permanente.
    La marcia e la carta mondiale delle donne 

    Noi donne marciamo da molto tempo per denunciare l’oppressione che viviamo come donne, per affermare che la dominazione, lo sfruttamento, l’egoismo e la ricerca sfrenata del profitto che portano ad uno stato di ingiustizia, alla guerra e alle violenze, avranno una fine. Dalle nostre lotte femministe, da quelle delle nostre antenate, in tutti i continenti, sono nati nuovi spazi di libertà, per noi stesse, per le nostre figlie (e i nostri figli) e per tutte le bambine e i bambini che calpesteranno questa terra in futuro.

    Noi costruiamo un mondo in cui la differenza è una ricchezza e in cui si riconosce il valore sia dell’individualità che della collettività, dove si scambiano le esperienze senza costrizioni, dove le parole, i canti e i sogni possono circolare liberamente. Questo mondo che vogliamo considera la persona umana come una delle cose più preziose. E’ un mondo dove regna l’uguaglianza, la libertà, la solidarietà, la giustizia e la pace. Abbiamo la forza per crearlo.

    Noi donne costituiamo più della metà dell’umanità. Diamo la vita, amiamo, lavoriamo, creiamo, lottiamo, ci divertiamo. Assicuriamo attualmente la maggior parte delle attività indispensabili per la prosecuzione della vita e la continuità dell’umanità. Eppure il nostro ruolo nella società rimane sottovalutato.

    Noi rifiutiamo questo mondo. Ci proponiamo di costruire un altro mondo dove lo sfruttamento, l'oppressione, l'intolleranza e le esclusioni cessino di esistere, dove l'incolumità, la diversità, i diritti e le libertà di tutte e di tutti siano rispettati. Questo altro mondo, come lo concepiamo noi, si fonda sui seguenti valori:

    Uguaglianza-Libertà-Solidarietà-Pace-Giustizia

    UGUAGLIANZA

    Affermazione 1. Tutti gli esseri umani e tutti i popoli sono uguali in tutti i campi e in tutte le società. Hanno uguale accesso alle ricchezze, alla terra, ad un lavoro dignitoso, ai mezzi di produzione, alla casa, all’educazione, alla formazione professionale, alla giustizia, ad un’alimentazione sana, nutriente e sufficiente, ai servizi di sanità fisica e mentale, alla sicurezza della vecchiaia, a un ambiente sano, alla proprietà, alle funzioni rappresentative, politiche e decisionali, all’energia, all’acqua potabile, ai mezzi di trasporto, alle tecniche, all’informazione, ai mezzi di comunicazione, al tempo libero, alla cultura, al riposo, alla tecnologia e ai prodotti della scienza.

    Affermazione 2. Nessuna condizione umana o situazione può giustificare la discriminazione.

    Affermazione 3. Nessun costume, nessuna tradizione, religione, ideologia, nessun sistema economico giustifica l’inferiorizzazione di chiunque o autorizza atti che pregiudicano la dignità e l’incolumità fisica e psichica.

    Affermazione 4. Le donne sono cittadine a pieno titolo prima di essere compagne, spose, madri, lavoratrici.

    Affermazione 5. L’insieme delle attività non rimunerate, dette femminili, che assicurano la vita e la riproduzione sociale (lavori domestici, educazione, cura dell’infanzia e dei parenti) sono attività economiche che creano ricchezza e che devono essere valorizzate e condivise.

    Affermazione 6. Gli scambi commerciali tra Paesi sono equi e non portano nessun pregiudizio allo sviluppo dei popoli.

    Affermazione 7. Ogni persona ha accesso a un lavoro equamente rimunerato, effettuato in condizioni sicure e salubri e che rispetti la sua dignità.

    LIBERTA’

    Affermazione1. Tutti gli esseri umani vivono liberi da ogni violenza. Nessun essere umano appartiene ad un altro. Nessuna persona può essere schiava, essere sottoposta a lavoro forzato, oggetto di traffico, di sfruttamento sessuale.

    Affermazione 2. Ogni persona gode delle libertà individuali e collettive che garantiscono la sua dignità dalla nascita alla morte: libertà di pensiero, di coscienza, di opinione, di religione, di espressione, di vivere il proprio orientamento sessuale in maniera libera e responsabile, di scegliere il/la proprio partner di vita, di votare, di essere eletta, di partecipare alla vita politica, di associarsi, di riunirsi, di appartenere ad un sindacato, di manifestare, di scegliere il proprio luogo di residenza e stato civile, di scegliere i propri studi, la professione ed esercitarla, di spostarsi, di disporre della propria persona e dei propri beni, di utilizzare la lingua di comunicazione di sua scelta, (nel rispetto delle lingue di minoranze e delle scelte della società riguardanti la lingua parlata in casa e al lavoro, ) di farsi una cultura, di accedere alle tecnologie e all’informazione.

    Affermazione 3. Le libertà si esercitano in un quadro democratico e partecipativo, di cooperazione, di partenariato, di tolleranza, di rispetto dell’opinione di ognuna e ognuno. Esse comportano responsabilità e doveri nei confronti della comunità.

    Affermazione 4. Le donne decidono liberamente del loro corpo, la loro sessualità e la loro procreazione. Scelgono di avere o non avere figli/e.

    Affermazione 5. La democrazia si radica nella libertà e nella giustizia.

    SOLIDARIETA’

    Affermazione 1. La solidarietà internazionale tra individui e popoli è promossa (avulsa da ogni forma di manipolazione o di influenza)

    Affermazione 2. Tutti gli esseri umani sono interdipendenti. Condividono il dovere e la volontà di vivere insieme, di costruire una società generosa, libera da oppressione, esclusioni, discriminazioni, intolleranza e violenze.

    Affermazione 3. Le risorse naturali, i beni e i servizi necessari alla vita di tutte e di tutti sono beni e servizi pubblici ai quali ogni persona ha accesso in modo equo e ugualitario.

    Affermazione 4. Le risorse naturali vengono amministrate dai popoli che vivono sui corrispettivi territori, nel rispetto dell’ambiente e con la preoccupazione della loro preservazione e della loro durabilità.

    Affermazione 5. L’economia di una società e al servizio di coloro che la compongono. E’ rivolta alla produzione e allo scambio di prodotti socialmente utili, che vengono distribuiti tra tutte e tutti, che assicurano innanzitutto la soddisfazione dei bisogni della collettività, che eliminano la povertà e che assicurano un equilibrio tra l’interesse generale e gli interessi individuali. Assicura la sovranità alimentare. Si oppone alla ricerca esclusiva del profitto a scapito dell’utilità sociale e all’accumulazione privata dei mezzi di produzione, delle ricchezze, del capitale, delle terre, alla concentrazione della presa di decisione nelle mani di singoli gruppi o individui.

    Affermazione 6. Il contributo di ognuna e ognuno alla società è riconosciuto e portatore di diritti sociali, qualunque sia la funzione che vi si occupa.

    Affermazione 7. Le manipolazioni genetiche sono controllate. Non esiste brevetto sulla materia vivente e sul genoma umano. La clonazione umana è proibita.

    GIUSTIZIA

    Affermazione 1. Tutti gli esseri umani, indipendentemente dal loro paese di origine, luogo di residenza o dalla loro nazionalità, sono considerati cittadini e cittadine a pieno titolo, che godono pienamente dei diritti umani (diritti sociali, economici, politici, civili, culturali, ambientali) in un quadro equo e democratico.

    Affermazione 2. La giustizia sociale è basata su una ridistribuzione equa delle ricchezze che elimina la povertà, limita la ricchezza, e assicura la soddisfazione dei bisogni essenziali alla vita e che punta al miglioramento del benessere di tutte e di tutti.

    Affermazione 3. L’incolumità fisica e psichica di tutte e di tutte viene garantita. La tortura, i trattamenti umilianti e degradanti sono proibiti. Le aggressioni sessuali, lo stupro, la mutilazione genitale, le violenze contro le donne e il traffico sessuale e il traffico delle persone in generale vengono considerati crimini contro la persona e contro l’umanità.

    Affermazione 4. Viene instaurato un sistema giudiziario accessibile, ugualitario, efficace e indipendente.

    Affermazione 5. Ogni persona gode di una protezione sociale che le garantisce l’accesso ad una alimentazione sana nutriente e sufficiente, alle cure sanitarie, ad una casa salubre, alla sicurezza durante la vecchiaia, ad un reddito sufficiente per vivere dignitosamente.

    Affermazione 6. I servizi sanitari e sociali sono pubblici, accessibili, di qualità e gratuiti. Ciò include tutti i trattamenti e cure relative a tutte le pandemie in particolare l’HIV.

    PACE

    Affermazione 1. Tutti gli esseri umani vivono in un mondo di pace che significa: l’uguaglianza tra i sessi, l’uguaglianza sociale, economica, politica, giuridica e culturale. Il rispetto dei diritti, lo sradicamento della povertà, in modo che tutte e tutti possono condurre una vita dignitosa, libera da violenze e disporre di un lavoro e di un reddito sufficiente, educarsi, godere di cure sanitarie e di una protezione di vecchiaia.

    Affermazione 2. La tolleranza, il dialogo e il rispetto della differenza sono garanti di pace.

    Affermazione 3. Tutte le forme di dominio, di sfruttamento e di esclusione esercitate da parte di una persona sull’altra, di un gruppo su un altro, di una maggioranza su una minoranza o vice versa, di una nazione su un’altra sono bandite.

    Affermazione 4. Tutti gli esseri umani hanno il diritto di vivere in un mondo senza guerre e senza conflitti. Nessuno dispone del diritto di vita o di morte sulle persone o sui popoli.

    Affermazione 5. Nessun costume, nessuna tradizione, nessuna ideologia, nessuna religione, nessun sistema economico, giustifica le violenze.

    Affermazione 6. Conflitti armati e non tra paesi, comunità e popoli sono risolti tramite negoziati che producono soluzioni pacifiche e eque, a livello nazionale, regionale e internazionale.

    APPELLO

    Questa Carta mondiale delle donne per l’umanità fa appello alle donne e agli uomini e a tutti i popoli oppressi a proclamare individualmente e collettivamente il loro potere di trasformare il mondo e a modificare radicalmente i rapporti che li uniscono per sviluppare relazioni basate sull’uguaglianza, la pace, la libertà, la solidarietà, la giustizia. Fa appello ai movimento sociali e a tutte le forze sociali ad agire affinché i valori enunciati in questa Carta siano effettivamente messe in opera e che i poteri politici implementino le misure necessarie per applicarle. Invita all’azione per cambiare il mondo. Ce n’è urgente bisogno!!! Nessun elemento di questa Carta può essere interpretata o usata per enunciare opinioni o condurre azioni contrarie allo spirito di questa Carta. I valori ivi compresi formano un tutt’uno. Rivestono la stessa importanza, sono interdipendenti e inscindibili; il posto che occupano nella Carta è intercambiabile.


    February 26

    8 MARZO PER NOI DONNE....PER TUTTI

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            Questa per ricordare che ci sono donne,
    alle quali la dignità femminile
    è ancora troppo stessa negata!

                              

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    Festa della donna - auguri a chi li merita davvero! 
    Rapsodia Colors.net         

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    January 24

    LA VIOLENZA ALLE DONNE NON AVRA' MAI FINE, SE...

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    La violenza alle donne non avrà mai fine
     
     
     Impegnando anche tutte le possibili forze dell'ordine,
    per la sicurezza,  
    sono convinta che,
     se anche questo sarà un deterrente in più,
    non saremo tutelate,
    qualcuna forse si,
    ma, i tutori dell'ordine,
     non saranno sempre presenti e in ogni luogo,
    mentre colui, o coloro che hanno usato,
    usano e useranno la violenza
    per soddisfare i loro intimi bisogni
    saranno sempre in agguato e colpiranno sempre,
    SE... 
     non si farà una politica di prevenzione,
    SE...
     non ci sarà una controtendenza culturale
    a quello che oggi la società ci trasmette:
    donne veline,
    donne oggetto di desiderio,
    donne che si esibiscono ai vari reality,
    donne che inibiscono il loro cervello
    e dove il limite di età diventa sempre più basso.
     
    Una società che mette a nudo prima il corpo che la mente
    e dove di quel corpo puoi farne ciò che vuoi,
    o peggio possono farne ciò che vogliono.
     
    RIBELLIAMOCI DONNE A QUESTA PLATEALE ESIBIZIONE DI NOI STESSE
    CHE I MASS MEDIA STANNO CREANDO INTORNO A NOI
     
    AIUTIAMO A SALVARE LE NOSTRE FIGLIE
    DA QUESTA PARVENZA DI MONDO PERBENE
     
    CONTINUIAMO A GRIDARE A GRAN VOCE CHE VOGLIAMO:
     
    UNA SOCIETà LIBERA DA OGNI PAURA E DA OGNI VIOLENZA,
     
    UNA SOCIETà CULTURALMENTE AVANZATA NEI CONFRONTI DELLE DONNE
     
    UNA SOCIETà CHE CAPISCA CHE ABUSARE DI UN ESSERE UMANO
    è DA CONDANNARE
    DA CHIUNQUE QUESTO ABUSO VENGA FATTO,
    SENZA DISTINZIONE
    DI COLORE,
    DI CULTURA,
    DI RELIGIONE,
    DI ETNIA,
    DI RICCHEZZA
    O
    DI POVERTA'
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    BASTA !
     
    January 04

    AUGURI A TUTTE LE DONNE CHE VIVONO DENTRO LE GUERRE

      AUGURI DONNE  DEL MONDO,
    ANNO NUOVO E' ARRIVATO...
    MA NULLA E' CAMBIATO!
    LE GUERRE CONTINUANO....
    E DELLE NUOVE AVANZANO!
    E LA MORTE VI PRENDE,
    VI ACCOGLIE,
    VOI INSIEME CON I VOSTRI FIGLI.
    VOI,
    NOI, 
    DONNE SUCCUBI
    DI UN MONDO
    CHE NON CI APPARTIENE,
    PERCHE' NOI DONNE
    DIAMO LA VITA,
    NON LA MORTE!

    AUGURI A VOI,
    DONNE UCCISE DA CHI
    E DA COLORO CHE LA VITA
    NON LA DANNO,
    MA LA DISTRUGGONO.

    AUGURI DONNE, MADRI
     CHE VOLETE LA PACE
     E SAPETE CHE E' UN'UTOPIA

    AUGURI A QUELLE DONNE
    CHE VIVONO
    O MEGLIO RIESCONO
    A SOPRAVVIVERE
    NEI PAESI
    SEMPRE IN GUERRA

    AUGURI A NOI DONNE,
     CHE VIVIAMO IN PAESI
    PER ORA IN PACE,
     DI RIUSCIRE
    CON LE NOSTRE URLA
    A GRIDARE AL MONDO:
    BASTA! FINITELA!Image Hosted by ImageShack.us


    November 20

    25 novembre: per non dimenticare mai

    La violenza contro le donne ha molte facce:
    le uccisioni e gli stupri sono gli aspetti più drammatici
    delle violenze dentro e fuori le mura domestiche,
    nei luoghi di lavoro,
     per le strade.
    È sofferenza e umiliazione.
    È la prima causa di morte tra le donne nel mondo.

    La violenza sulle donne è parte di una cultura globale

    che nega alle donne pari opportunità e pari diritti

    e legittima la violenta appropriazione del loro corpo

     per gratificazione individuale o scopi politici.

    Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche,

    schiavizzate in matrimoni forzati,

    comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione,

    violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.
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    Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale contro la violenza alle donne, una data scelta in ricordo delle tre sorelle Miraball, torturate, stuprate e uccise dai servizi segreti militari di Santo Domingo, nel 1960 sotto la dittatura di Trujillo, per aver voluto visitare dei prigionieri politici

    Le sorelle Mirabal nacquero in Ojo de Agua, provincia di Salcedo della Repubblica Dominicana.

    Si opposero alla dittatura di Rafael Leónidas Trujillo che,

    nel 1930 giunse al potere con elezioni truccate,

    deponendo il presidente Horacio Vásquez

    (nel 1961, i suoi protettori di Washington, di fronte all'indignazione mondiale,

    lo lasciarono al suo destino e perì nell’agguato del 30 maggio)

    Le tre sorelle Mirabal

    il 25 novembre 1960
    Minerva e María Teresa andarono a visitare i loro mariti alla prigione, in compagnia della sorella Patria.
    Furono intercettate da agenti del Servizio Militare di Intelligenza. Condotte in un canneto, subirono le più crudeli torture prima di essere vittime di quello che si è considerato il crimine più orripilante della storia dominicana.
    Coperte di sangue, massacrate dalle coltellate, furono strangolate, messe nel veicolo nel quale viaggiavano e gettate in un precipizio con lo scopo di simulare un incidente.
    L'assassinio delle sorelle Mirabal produsse gran dolore in tutto il paese e fortificò lo spirito patriottico della comunità, desiderosa di raggiungere un governo democratico che garantisse il rispetto della dignità umana.
    Patria Mercedes (27 febbraio 1924 - 25 novembre 1960), la sorella maggiore, fu testimone delle numerose ingiustizie che si spesero nel suo paese. Si sposò molto giovane con Pedro Gonzáles Cruz con cui ebbe tre figli. La sua casa servì da rifugio e punto di riferimento per il coordinamento ed organizzazione del "Movimento 14 giugno". Quando il movimento fu scoperto, i dirigenti e la maggioranza dei suoi membri furono imprigionati, e tra loro; suo marito ed il figlio di 12 anni. La sua casa fu rasa al suolo ed i beni espropriati.

    Minerva Argentina (12 marzo 1926 - 25 novembre 1960) , nel 1955 si sposò con Manolo Tavarez Justo con cui ebbe due figli. Fu rappresentante delle idee politiche più avanzate della sua epoca e continua a costituire un riferimento storico per i paesi che costantemente lottano per la libertà. Minerva fu anche una delle organizzatrici del "Movimento 14 giugno". A 22 anni, fu imprigionata per avere respinto le pretese amorose del dittatore.
     
    Antonia María Teresa (14 ottobre 1936 - 25 novembre 1960), la più giovane delle sorelle, collaboratrice del "Movimento 14 giugno", fu vittima della repressione, subendo il carcere diverse volte. Si caratterizzò per la sua fermezza e dignità durante gli interrogatori davanti agli uomini del" Servizio di Intelligenza Militare" (SIM).

    TELA-MirabalTutti gli anni il 25 novembre diventa un’occasione per promuovere interventi contro la violenza alle donne e creare una coscienza collettiva in modo che gli autori di violenze non restino impuniti e le vittime prive di qualsiasi possibilità di risarcimento.

      untitled                    I diritti delle donne sono diritti umani a tutti gli effetti e qualunque violazione di questi diritti è pertanto una violazione dei diritti umani.
                           Eliminazione di tutte le forme di violenza sulle donne attraverso:
     
                      il riconoscimento a livello internazionale, regionale e locale della violenza di genere come violazione dei diritti umani;
     
                                           il rafforzamento delle attività a livello locale ed internazionale contro questo tipo di violenza;
     
                      la creazione di spazi internazionali di discussione per l’adozione di strategie condivise ed efficaci in materia;
     
                                               dimostrazioni di solidarietà con le vittime di queste violenze in tutto il mondo;
     
                               il ricorso a governi affinché adottino provvedimenti concreti per l’eliminazione di questo tipo di violenze.
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    November 16

    La fabbrica dei bambini

     

     

     

    La fabbrica dei bambini

    In una clinica per maternità ragazze schiave e violentate costrette a portare avanti la gravidanza e cedere il neonato

    Bambini schiavi in Nigeria Orrore in una "clinica" nigeriana... Scoperta la "fabbrica dei bambini"
    In una clinica per maternità ragazze schiave e violentate costrette a portare avanti la gravidanza e cedere il nenonato

    ENUGU (Nigeria) - Nati per essere venduti. In Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini". Per tutti era una clinica per maternità, in realtà quello che si faceva all'interno, soprattutto di notte, era organizzare un traffico di neonati strappati al madri costrette con la forza alla gravidanza e messi sul mercato.
    Questo ha scoperto la polizia quando ha fatto irruzione nell'edificio di due piani di Enugu, nell'est del Paese.

    Quando gli agenti sono entrati hanno liberato una ventina di donne. Stando alla ricostruzione fornita dalle organizzazioni umanitarie di quella che è stata definita la più vasta operazione di polizia contro una rete di trafficanti di bambini, il medico responsabile della clinica di attirava giovani donne che portavano avanti gravidanze non volute, proponendo loro di aiutarle ad abortire.

    Le adolescenti venivano invece rinchiuse fino al giorno del parto, quindi costrette a separarsi dal proprio bambino in cambio di circa 20 mila naira (135 euro). I bambini veniva poi venduti, generalmente a nigeriani, per una cifra che oscilla tra i 300 e i 450 mila Naira (2.000-3.000 euro).

    "Appena entrata, mi hanno fatto un'iniezione e sono svenuta - ha raccontato alla France Presse una delle donne liberate - quando ho ripreso conoscenza, mi sono resa conto che era stata violentata". La ragazza, 18 anni, è stata quindi rinchiusa con le altre donne. Il medico l'ha violentata di nuovo il giorno dopo, una settimana prima dell'intervento della polizia. Secondo la polizia, il medico "invitava" anche altri uomini "per ingravidare le ragazze".

    Secondo le organizzazioni locali che si battono contro il traffico di essere umani, le fabbriche di bambini non sono rare in Nigeria, il paese che conta il più alto numero di abitanti del continente africano, 140 milioni. E anche se non esistono dati precisi sul numero di neonati destinati ogni anno alla vendita, gli attivisti sostengono che si tratta di un'attività molto diffusa, gestita da organizzazioni molto strutturate. "Pensiamo siano più grandi di quanto sappiamo", dice Ijeoma Okoronkwo, direttore regionale dell'agenzia nazionale per il bando del traffico di esseri umani. Secondo l'Unicef, sono almeno dieci i bambini che vengono venduti ogni giorno in Nigeria per usarli come manodopera, per farli prostituire o semplicemente per la cultura della sterilità come maledizione che ancora permea molti strati della popolazione del Paese.

    Le strutture simili alla clinica di Enugu scoperte finora nel paese sono almeno una decina. "Tutto questo esiste da tempo, ma noi ne siamo al corrente solo dal dicembre 2006, quando un'ong ha lanciato l'allarme e ci ha segnalato che i bambini venivano venduti e che vi erano coinvolti gli ospedali", ha aggiunto.

    In alcuni casi, giovani donne molto povere ricorrono di propria volontà a questa pratica per avere denaro. Nella clinica di Enugu, "abbiamo trovato quattro donne che erano lì da tre anni, per fare figli", ha detto il responsabile locale per la sicurezza, Desmond Agu.

    (Da Repubblica)

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    November 13

    LAPIDAZIONE

    LAPIDATA IN PIAZZA A 23 ANNI
    PER PRESUNTO
    ADULTERIO

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    Nel sud della Somalia,
    Chisimaio è una città dove le lancette sono
    tornate indietro di anni, secoli.
    Per volontà dei guerriglieri delle
    deposte Corti Islamiche,
    la città è governata dalla sharia,
    la legge islamica interpretata nel modo più integralista:
    niente svaghi,solo preghiere, paura e povertà, al tramonto il coprifuoco.
    Qui Asha Ibrahim Dhuhulow, 23 anni, è stata
    lapidata lunedì davanti alla folla.
     
    Il capo coperto da un velo verde,
    la giovane è stata condotta in una piazza sterrata in mezzo a Chisimaio,
    poi infilata in una buca fino al collo,
    davanti a centinaia di persone.
    Dopo averla colpita ripetutamente con i sassi,
    i suoi carnefici l´hanno tirata fuori tre volte per verificare se fosse morta.
    E quando alcuni dei parenti si sono scatenati cercando di soccorrerla è scoppiato il caos.
    Le guardie hanno aperto il fuoco sulla folla.
    Un bimbo è rimasto ucciso.
    L´avevano arrestata qualche giorno fa per adulterio.
    Ma nessuno in famiglia, neanche il marito sapeva di altre relazioni di Asha.
    Probabilmente la denuncia di qualche abitante per un comportamento
    equivoco,o forse soltanto un pretesto.
    Secondo i familiari, Asha non ha ricevuto un "processo"coranico equo,
    poiche' vi e' stata assenza di testimoni e prove sul fatto.
    I giudici fondamentalisti non hanno dato risposta alle proteste.
    -----------

     
    L´Unione europea ha subito condannato
    l´esecuzione «particolarmente ignobile»,

    denunciando anche la
    «pubblicità insostenibile» data alla lapidazione.

    La condanna
    a morte di Asha infatti è stata volutamente messa in piazza,

    comunicata ai media.
    I guerriglieri islamici volevano che questo rituale crudele
    avvenisse sotto i riflettori!
    E' suonato come un avvertimento..
    infatti il governo centrale ha appena firmato una tregua,
    sotto l'egidia dell'Onu,
    insieme all'opposizione politica minoritaria.
    Accordo di cui si sta discutendo in questi giorni a Nairobi,
    durante un vertice dell'IGAD(che raggruppa i sette stati regionali),
    ma senza la partecipazione dei guerriglieri islamici che non riconoscono la tregua.
    Gli Shabaab hanno fatto capire al mondo quello
    che vogliono:
    a loro la pace non interessa.
    -----

    NON HO NESSUN COMMENTO DA FARE,
    LO SCRITTO E L'IMMAGINE PARLANO DA SOLI
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    (Un grazie di cuore a Prezzemolina Ornella che mi ha mandato l'informazione)
    November 10

    Dedicato a una grande donna: Miriam Makeba

     

    makeba01_bodyMiriam Makeba nacque a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre, morto quando lei aveva sei anni, era uno Xhosa. Makeba iniziò a cantare a livello professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks,

    che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito.

    Pur essendo già una cantante di successo, alla fine degli anni '50 Makeba ricavava ancora pochissimi introiti dalle sue registrazioni, e non riceveva royalties; per questi motivi iniziò a ipotizzare di lasciare il Sudafrica per gli Stati Uniti. Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare. Si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song ("Qongqothwane" in lingua xhosa) e Malaika.

    Nel 1966 Makeba ricevette il Grammy per la migliore incisione folk per l'album An Evening with Belafonte/Makeba, inciso insieme a Belafonte. L'album trattava esplicitamente temi politici relativi alla situazione dei neri sudafrica sotto il regime dell'apartheid. Nel 1963 portò la propria testimonianza al comitato contro l'apartheid delle Nazioni Unite. Il governo sudafricano rispose bandendo i dischi di Makeba e condannandola all'esilio. Nel 1968 sposò l'attivista per i diritti civili Stokely Carmichael; l'evento generò controversie negli Stati Uniti, e i suoi contratti discografici furono annullati. Makebe e Carmichael si trasferirono in Guinea, dove divennero amici del presidente Ahmed Sékou Touré e di sua moglie. Makeba si separò da Carmichael nel 1973, e continuò a cantare soprattutto in Africa, Sudamerica ed Europa. Svolse anche il ruolo di delegata della Guinea presso le Nazioni Unite, vincendo il Premio Dag Hammarskjöld per la Pace nel 1986. Dopo la morte della sua unica figlia Bongi (1985), Makeba si trasferì a Bruxelles. Nel 1987 collaborò al tour dell'album Graceland di Paul Simon. Poco tempo dopo pubblicò la propria autobiografia, Makeba: My Story. Nel 1990, Nelson Mandela convinse Makeba a rientrare in Sudafrica. Nel 1992 recitò nel film Sarafina! Il profumo della libertà, ispirato alle sommosse di Soweto del 1976, nel ruolo della madre della protagonista. Nel 2002 prese parte anche al documentario Amandla!: A Revolution in Four-Part Harmony, ancora sull'apartheid. Nel 2001 ricevette la Medaglia Otto Hahn per la Pace. L'anno successivo vinse il Polar Music Prize insieme a Sofia Gubaidulina e nel 2004 si classificò al 38° posto nella classifica dei "grandi sudafricani" stilata da SABC3. Nel 2005 si dedicò a un tour mondiale di addio alle scene, cantando in tutti i paesi che aveva visitato nella sua carriera.

    November 07

    Ragazze soldato


    Troppo spesso nei rapporti e nelle iniziative internazionali, i termini generici "bambini soldato" o "bambini" si riferiscono soltanto ai ragazzi, invece anche le ragazze hanno fatto parte delle forze governative, milizie, paramilitari e/o dell'opposizione armata di 55 paesi e sono state coinvolte attivamente nei conflitti armati in 38 di questi paesi.

    L'attenzione si è concentrata sui ragazzi in quanto considerati soldati nelle forze armate, mentre le bambine erano viste principalmente come le "mogli" o le schiave sessuali dei combattenti adulti.
    Soltanto adesso sta venendo alla luce che le ragazze hanno avuto esperienze molto più complesse, svolgendo il ruolo di combattenti attive, informatrici, spie, corrieri, medici e infine schiave.
     
    Nell'ultimo decennio le bambine sono state rapite e costrette a combattere in almeno 20 paesi tra cui Angola, Burundi, Liberia, Mozambico, Ruanda, Sierra Leone e Uganda nell'Africa subsahariana; Colombia, El Salvador, Guatemala e Perù in America Latina; Cambogia, Myanmar, Filippine, Sri Lanka e Timor-Leste in Asia; ex Repubblica Federale Jugoslava e Turchia in Europa.

    Queste ragazze hanno subito stupri, ucciso, fatto pesante uso di droghe e concepito figli spesso da abusi sessuali. 
     Quasi tutte hanno utilizzato le armi.
    Quasi tutte hanno ucciso.
    Quasi tutte hanno un bambino non voluto.
    Molte ragazze devono essere sedate a causa degli incubi che le assalgono.
    Alcune dicono che non è stata colpa loro, che le hanno costrette ad uccidere.
    Costrette ad uccidere.
    Spesso la prova di forza consiste nell'uccidere un parente.
    Per dimostrare fedeltà.
    Non è possibile immaginare cosa abbiamo ancora oggi nelle loro menti.
    Lottano ogni giorno con i mostri della guerra.
     
    Dopo i conflitti, le bambine rischiano di essere dimenticate ed escluse dai programmi di disarmo, smobilitazione e reintegrazione: quelle che fruiscono di questi programmi sono, infatti, relativamente poche. Molte ritornano spontaneamente alle proprie comunità e non ricevono alcuna assistenza formale, portandosi dietro una serie di problemi psicosociale e fisici irrisolti.

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    Inoltre le giovani donne che sono state rapite o arruolate forzatamente da bambine, e che ritornano a casa con i "figli della guerra", rischiano di essere stigmatizzate e rifiutate dalle famiglie e dalle comunità per la vergogna che si attribuisce allo stupro e al fatto di aver partorito dei bambini concepiti con i propri rapitori. Poche ragazze sono sottoposte ai test o curate per le malattie a trasmissione sessuale, e questo aumenta il rischio di infezione da HIV e della sua trasmissione alle famiglie e alle comunità.
     

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    L'attuale sistema giuridico internazionale, compresa la Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne e la Risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza, fa appello agli Stati affinché condannino ed eliminino la violenza contro le donne. Tra l'altro, la Convenzione sui diritti dell'infanzia e il suo Protocollo opzionale sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, sono tra le più importanti norme giuridiche internazionali per porre fine al rapimento e al reclutamento delle bambine e dei bambini nei conflitti armati. Tuttavia la protezione e il sostegno offerti alle donne che sopravvivono alla violenza durante le situazioni di conflitto in generale, e delle bambine soldato in particolare, sono ancora deplorevolmente inadeguati.

     

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    Veramente un grazie a tutti i volontari, missionari, suore e laici che operano nelle zone ancora in guerra , per un reinserimento sociale di queste donne.

    October 05

    SEMPRE MEGLIO!!!!!!!!!!! NO AVANTI, INDIETRO...

    "Le donne scoprano solo un occhio"

    Sceicco arabo:"Due incoraggiano trucco"

    Non solo il velo integrale,

    ma anche quello che lascia scoperto solo un occhio.

    E' quanto esortato da un influente predicatore saudita

    ultra conservatore alle donne musulmane.

    Lasciarne in mostra due,

    per lo sceicco Muhammad al-Habadan,

    le signore vengono incoraggiate

    a truccarsi per apparire più seducenti.

    Le sue dichiarazioni,

    riferisce la britannica Bbc,

     sono state rilasciate al canale satellitare islamico al Majd.

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    September 27

    L'ULTIMA "STREGA"

    La Svizzera riabilita l'ultima strega d'Europa,
    Anna Göldi, decapitata il 13 giugno del 1782
    nella piazza centrale di Glarona.
     
    Si tratta del primo caso al mondo:
    nessun parlamento, prima di quello del Canton Glarona,
    aveva mai riabilitato una persona condannata per stregonerie. 
     
    E Anna Göldi fu l'ultima "strega"
    a essere condannata a morte in Europa. 

    Dal punto di vista giuridico, la riabilitazione di Anna Göldi

    segna la fine di una vicenda che aveva suscitato

    ampi dibattiti nella stampa tedesca già all'epoca dei fatti -

    la decapitazione di Anna Göldi avvenne decenni

    dopo le ultime condanne per stregoneria in Germania.

    Di recente si è scoperto che fu il cancelliere del canton Glarona,

    contrario alla pena di morte e all'uso della tortura,

    a passare gli atti del processo ad alcuni giornalisti tedeschi.

    LA STORIA -

    Anna Göldi nasce nel 1734 nel canton San Gallo
    in una famiglia di modeste condizioni.
    Sin da giovane è costretta a lavorare come domestica.
    A 31 anni nasce il primo figlio, ma il piccolo muore la notte del parto.
    Secondo le leggi del tempo, Anna viene condannata alla gogna
    e agli arresti domiciliari per infanticidio.
    Dal 1780 inizia a lavorare per la famiglia di Johann Jakob Tschudi a Glarona.
    Poco tempo dopo la figlia dei Tschudi inizia a soffrire di convulsioni e,
    secondo la testimonianza dei familiari, a vomitare degli spilli.
    I Tschudi raccontano infatti che Anna metteva degli aghi nel pane e nel latte di una delle figlie,
    apparentemente per qualche rito magico.
    Tschudi la denuncia per stregoneria e avvelenamento.
    La domestica si difende dalle accuse e si rivolge ad un magistrato.
    Ma la condanna è inevitabile.
    Sotto tortura confessa di aver stretto un patto con il Diavolo,
    che si è manifestato a lei sotto forma di un cane nero.
    In realtà la condanna formale è stata per avvelenamento
    e non per stregoneria.
    Anna viene decapitata sulla piazza di Glarona il 13 giugno 1782.
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    September 06

    IL PREMIO

    Miss Landmine Angola 2008,
    è il concorso di bellezza dedicato alle donne
    che hanno subito danni dall'esplosione di una mina.
    Il premio per la vincitrice è una protesi per la gamba.

    01

    MINE ANTIUOMO INESPLOSE 100.000.000
    PERSONE MUTILATE O UCCISE OGNI ANNO   15.000
    COSTO MEDIO DI UNA MINA CIRCA 7,5 EURO
    COSTO MEDIO PER DISATTIVARLA CIRCA 5.000 EURO
    MINE PRODOTTE OGNI ANNO 10.000.000
    PAESI INQUINATI DA MINE 62
    July 29

    Ciao Mamma

    Ciao Mamma,
                          voglio scriverti da qui, su questo post che piano piano scomparirà perchè verrà archiviato,
    verrà archiviato come la nostra vita  insieme,
    ma sarà sempre lì pronto ad essere ripreso e riletto,
    come dal profondo del cuore e della mente mi ricorderò di te.
     
    Non siamo state delle grandi amiche,
    anzi eravamo di carattere opposto: 
    tu molto chiusa ed introversa
    sempre con la paura che qualcuno entrasse
    a "disturbare" la tua intimità familiare....
    io, al contrario molto estroversa e fiduciosa delle persone....
    non ci incontravamo neppure in momenti particolari:
     quando io avevo bisogno di tutto il tuo affetto,
    tu non capivi
    e me lo offrivi quando ne avevo meno bisogno...
    non ci capivamo molto neppure per le "stupidate",
    quando ero seria tu "sfottevi",
    quando ridevo io tu eri "incazzata".....
    Sono sicurissima comunque che a modo tuo
    mi hai molto amato
    ed io a modo mio ti ho amato tanto,
    ma nonostante la nostra eterna incompatibilità,
    mi devo inchinare e levare tanto di cappello
    per i trent'anni che da vera guerrigliera
    hai combattuto contro il "CANCRO"....
    e trent'anni non sono pochi....
    ti ha colpito sempre quando pensavi
    finalmente di esserne uscita,
    ma nonostante questo l'hai sempre fronteggiato
    e vinto.
    Ma dopo trent'anni di sofferenze, il tuo corpo ha detto BASTA,
    e quando qualche mese fa ti ha ricolpito,
    l'hai lasciato fare, da valorosa hai ceduto le armi,
    hai sventolato la "bandiera  bianca",
    anche perchè, quest'ultimo era imbattibile.... 
     
    La battaglia alla fine l'ha vinta lui,
    ma certo tu gli hai dato del  gran filo da torcere...
     
    Metto una nostra foto,
    la foto dell'inizio della nostra vita insieme,
    buttando via quello che non è stato bello,
    ma partendo da qui per ricominciare....
    TI VOGLIO BENE MAMMA
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    PER TE,  PER TUTTE E TUTTI CHE L'HANNO AFFRONTATO E CE L'HANNO FATTA
    PER TE,  PER TUTTE E TUTTI CHE CONTINUANO A LOTTARE NELLA SPERANZA DI VINCERLO
    PER TE,  PER TUTTE E TUTTI  CHE NON CE L'HANNO FATTAImage Hosted by ImageShack.us